di Roberto Cascino 

È così che si chiama il nuovo percorso guidato da Il Pulmino Verde che inizia tra poche settimane. Oggi ve lo presentiamo parlandovi del progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese in collaborazione con Border Radio.

 

Cos’è “Racconti dalla terra”

Non è la prima volta che ci approcciamo a questi temi. Anzi, si può dire che sia la prosecuzione naturale del nostro progetto  “Sulla Rotta del Caporalato”. Qui, sul nostro canale Youtube (perché lo sapete vero che abbiamo un canale Youtube?) potete vedere una video-intervista che realizzammo qualche anno fa al sindaco di Saluzzo (CN) di allora, Mauro Calderoni, sul tema dei lavoratori agricoli migranti stagionali.

 

Il tema approcciato allora torna ad essere oggi il focus di una nuova indagine: questa volta ci muoveremo lungo tutta l’Italia recandoci in Lazio, Calabria e Puglia.

Abbiamo deciso di recarci nelle Regioni più tristemente famose d’Italia per il fenomeno del caporalato e del lavoro che sfrutta ogni anno decine, se non centinaia di migliaia di persone.

 

Il nostro programma di viaggio

A Roma, il 6 Ottobre, incontreremo il Professor Marco Omizzolo, docente di Sociopolitologia delle Migrazioni all’Università Sapienza di Roma.


Marco Omizzolo si occupa di studi e ricerche sui servizi sociali, sulle migrazioni, sul lavoro e sulla criminalità organizzata. È autore di numerosi saggi e ricerche nazionali ed internazionali in particolare sul lavoro gravemente sfruttato in agricoltura con riferimento ai lavoratori stranieri.

Ci trasferiremo poi in Calabria. Incontreremo, sabato 7 ottobre, MEDU a Rosarno, città calabrese nota, nelle cronache degli anni recenti, per episodi di sfruttamento e violenza nei confronti dei lavoratori migranti stagionali.


MEDU promuove l’impegno volontario di medici ed altri operatori professionali della salute per portare assistenza sanitaria alle popolazioni più vulnerabili nelle situazioni di crisi, nel mondo e in Italia.

In Puglia, dove arriveremo il giorno successivo, ci recheremo nella zona di Foggia per incontrare i membri dell’Associazione NO CAP e una squadra di lavoratori stagionali, impegnati nella raccolta di verdura.


L’associazione NO CAP nasce nel 2011 dall’iniziativa di Yvan Sagnet come movimento per contrastare il caporalato in agricoltura e per favorire la diffusione del rispetto dei diritti umani, sociali, e dell’ambiente.

Cosa faremo

Interviste, fotografie e anche un podcast, grazie ai nostri partner di Border Radio.

Per noi non sarà una novità recarci sul campo per osservare da vicino i contesti e documentare situazioni difficili, per poi poterle raccontare, riportare con accuratezza e dovizia di particolari. 

Ma sicuramente non siamo esperti di un mezzo sempre più apprezzato e diffuso come il podcast. Per questo abbiamo coinvolto Border Radio, che si impegna da anni con podcast, articoli e corsi di propria produzione per mostrare spaccati di realtà complessi, spiegati in modo trasparente e facilmente comprensibile.

A seguito del nostro viaggio terremo una serie di eventi per parlare, dal vivo, di coloro che incontreremo e delle situazioni che vivremo nel corso del viaggio.

Chi ci crede fin dall’inizio

A parte noi, ovviamente. La Chiesa Valdese ha preso a cuore questo progetto che si colloca a metà tra il giornalismo, l’inchiesta e il viaggio che diventa testimonianza diretta. Dobbiamo ringraziare la Chiesa e il suo supporto perché ci permette di muoverci lungo tutto il territorio italiano e conoscere il sistema produttivo e distributivo che sta alla base del fenomeno del Caporalato.

Cosa vogliamo ottenere

Come di consueto, nei progetti de Il Pulmino Verde, intraprendiamo questa nuova esperienza per raccontare, alla platea più ampia possibile, il modo in cui  le persone che vivono in un territorio circoscritto si confrontano con la migrazione.

In questa specifica situazione, la percezione dello stesso lavoratore migrante agricolo è particolarmente preziosa dal punto di vista del racconto: ci interessa mostrare come, a seconda delle stagioni, un individuo sia  costretto a spostarsi “inseguendo” il lavoro.
Parleremo con esperti, operatori e soprattutto con quelle persone che vengono sfruttate per la raccolta del cibo che si trova sulle nostre tavole: è un tema impossibile da evitare.

Attraverso il podcast, le interviste e le immagini vogliamo andare alla radice di questa piaga sociale e immaginare un contesto produttivo diverso, più giusto e consapevole per le persone che lavorano e per i consumatori finali.

 

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