Polonia 2022

Questo è più di un viaggio, è un percorso.

Siamo partiti verso la Polonia, lungo il confine con l’Ucraina, nel marzo 2022. Questa estate partiamo ancora, tornando su quella frontiera e visitandone un’altra: quella tra la Polonia e la Bielorussia.

 

Con lo scoppio della guerra in Ucraina, tutto il mondo ha assistito all’impressionante numero di profughi giunti in Polonia. Tantissime le donne e i bambini, pochissimi gli uomini, che non hanno potuto lasciare l’Ucraina e sono costretti a combattere.

La situazione, calda da anni, è esplosa. Per questo abbiamo deciso di partire la prima volta.

Siamo stati in Polonia dal 17 al 20 marzo 2022, lungo il confine con l’Ucraina. La prima tappa è stata Przemysl, la cui stazione è diventata tristemente nota, dove abbiamo consegnato i medicinali raccolti dal Museo del Cinema.

Dopo Przemysl, ci siamo recati a Medyka, appena dopo il confine con l’Ucraina. Questo piccolo villaggio è diventata una porta dell’Europa occidentale. Qui migliaia di donne, bambini e anziani si mettono in fila, in attesa di un mezzo di trasporto che li porti lontano.

Gli aiuti umanitari arrivano in Ucraina, trasportati su van e tir, dal villaggio di Korczowa. Siamo stati qui durante la seconda giornata di viaggio, dove abbiamo visitato un campo che, in quei giorni, ospitava circa 7.000 persone al giorno.

In questi luoghi, ci siamo occupati di supportare l’attività di accoglienza. Grazie a chi ha sostenuto la nostra raccolta, abbiamo acquistato beni in loco fra cui cibo a lunga conservazione e letti a castello.

Per orientare gli acquisti ed assicurarci che ogni singolo euro ricevuto andasse ben speso, abbiamo preso contatto con Kamil, referente per la Unitatem Foundation. Seguendo le sue indicazioni, parte dei beni è stata acquistata su IKEA Polonia ed è stata consegnata a Radymno, in un ex edificio pubblico, risistemato da dei volontari per garantire un’ospitalità degna alle persone in arrivo dall’Ucraina.

Una volta tornati, abbiamo voluto impegnarci a raccontare cosa abbiamo visto. Abbiamo deciso di partire ancora: dal 16 al 19 giugno e dal 15 al 18 settembre. Laggiù c’è un’altra frontiera che non può più essere ignorata. Si tratta della frontiera tra Polonia e Bielorussia.

 

Il Pulmino Verde, in occasione del viaggio di giugno, ha raggiunto la prima tappa del viaggio con un volo aereo verso Cracovia. Dopo cinque ore di viaggio in auto abbiamo raggiunto Białystok, al confine con la Bielorussia. Qui si trovano le persone in movimento respinte da Lukashenko che cercano, continuamente rimbalzate da un Paese all’altro, di continuare il loro viaggio.

A Białystok abbiamo conosciuto una volontaria dell’associazione Egala, che gestisce un magazzino in cui si trovano vestiti, medicine e tutto ciò che può servire a chi vaga nella foresta senza la possibilità di nutrirsi, lavarsi e dormire all’asciutto e al sicuro. Grazie alle donazioni ricevute abbiamo potuto acquistare scarpe, giacche, pantaloni impermeabili e tende su Decathlon Polonia, che sono state subito utilizzati per un intervento nella foresta. Parlare con lei ci ha permesso di scoprire non solo quanto questa frontiera sia pericolosa, ma anche quanti rischi corrano gli attivisti e i volontari.

Egala è una delle 14 organizzazioni umanitarie riunite in Grupa Granica, realtà che ogni giorno si espongono in prima persona per salvare e supportare le persone in movimento presenti in quei luoghi.

Con il loro aiuto, sabato 18 giugno abbiamo visitato la foresta di Białowieża e siamo entrati nella cosiddetta zona rossa. Istituita la scorsa estate per non far avvicinare nessuno al confine, è ininterrottamente percorsa da mezzi dell’esercito carichi di soldati e filo spinato. Infatti, in quel periodo era ancora in corso la costruzione di un muro che ha reso più letale l’attraversamento del confine per gli esseri umani e che impedisce agli animali di spostarsi nel proprio habitat: un patrimonio Unesco è stato devastato dal cemento e dall’intervento umano.

Il viaggio si è concluso col ritorno sul confine con l’Ucraina. Siamo stati a Medyka, città di frontiera in cui ormai sono pochi i profughi entrano in Polonia, e a Przemysl. Anche qui i passaggi non sono paragonabili a quelli di marzo, ma la stazione è ancora dedicata all’accoglienza dei profughi ucraini. Numericamente, a giugno sembrano prevalere donne e bambini rom che non hanno avuto supporto all’inclusione o un trasporto verso altri luoghi.

Prima di prendere il volo di ritorno, siamo andati a Jaroslaw per rincontrare Kamil della Unitatem Foundation. Nel mese di giugno il dormitorio di Radymno ospitava 400 persone e il pensiero era rivolto al duro inverno polacco, al quale occorre essere preparati.

Ciò che abbiamo trovato a settembre è una situazione nuova: durante l’estate la zona rossa è stata abolita e il muro fra la Polonia e la Bielorussia è stato terminato.

Questo muro, insieme a quelli costruiti ai confini dell”Unione Europea, non rappresenta una soluzione ma anzi crea ulteriori criticità. Infatti, le persone continuano ad essere spinte verso la Polonia dalla Bielorussia.

In occasione del viaggio di settembre, dal 15 al 18 settembre, abbiamo visto questo muro a 200 metri di distanza. Il muro ha dei varchi che vengono aperti per consentire la migrazione degli animali, ma vengono utilizzati anche dai militari polacchi per operare i pushback in Bielorussia. Da lì, le persone in movimento vengono nuovamente respinte in Polonia.

Grazie alle donazioni ricevute abbiamo acquistato i beni necessari al cambio di stagione: maglioni, magliette, pantaloni da trekking, biancheria da donna, calze e maglie termiche. Il tutto è stato poi consegnato al magazzino di Hajnówka. Va detto che in questo periodo la Polonia sta attraversando un periodo molto duro, tra la guerra e l’aumento dell’inflazione, e sono perciò diminuite le risorse a disposizione.

Siamo davvero felici di aver ritrovato volti noi, come quelli di chi usa il proprio tempo in Egala, che di averne conosciuti di nuovi. Parliamo dei volontari di Fundacja Bezkres, che ci hanno raccontato dei respingimenti ad opera della polizia polacca.

Abbiamo incontrato un grande senso di solitudine, ma anche un’enorme speranza che vogliamo alimentare, per non lasciare che un altro confine sia pervaso da odio e livore più che da solidarietà e umanità.

 

Oltre a cercare di sostenere come possiamo chi lavora su queste frontiere, ci siamo posti l’obiettivo di girare un reportage attraverso cui restituire alla cittadinanza e ai donatori le storie di chi attraversa i confini e dei volontari e degli attivisti che si occupano di assisterli.

 

Vuoi sostenere la raccolta?

Durante il viaggio di marzo abbiamo preso contatti con realtà che operano in modo continuativo lungo il confine polacco-ucraino. A partire da giugno 2022 abbiamo esteso la raccolta anche per coloro che operano lungo il confine polacco-bielorusso.

Su entrambi i confini c’è estremamente bisogno di aiuto e le necessità possono cambiare in base alla stagione o alle emergenze. Ecco perché, quando ci arrivano delle donazioni, contattiamo queste associazioni per poter destinare ciò che serve in quel momento. Per ragioni pratiche, acquistiamo online e facciamo arrivare a destinazione beni come cibo, scarpe, medicine, posti letto.

Puoi farlo attraverso un bonifico bancario all’IBAN:

IT32 J030 6909 6061 0000 0157 068

Causale: DONAZIONE PER POLONIA

Ricordiamo che è possibile donare anche con Satispay.

 

 

Per saperne di più sul confine polacco-ucraino:

Per saperne di più sul confine polacco-bielorusso: